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Cosa c’è da vedere a Siracusa? Le perle poco note da scoprire nella città del barocco

📅 29 Agosto 2026✍️ di Raffaele Montanelli⏱️ 5 min di lettura

Siracusa vi aspetta, ma probabilmente non dove credete. Perché se è vero che Ortigia rimane il cuore pulsante della città, con le sue piazze barocche e i vicoli affollati di turisti, le vere sorprese stanno nascoste nei dintorni, in quei luoghi che i viaggiatori frettolosi saltano a piedi pari. Ho girato la Sicilia in camper per settimane, e vi assicuro che le scoperte più emozionanti avvengono quando vi allontanate dalla mappa turistica ufficiale.

La Riserva Naturale Orientata di Pantalica: il canyon nascosto

Immaginate un canyon profondo cento metri scavato dal fiume Anapo, con pareti di calcare che si ergono come sentinelle silenziose. Questo è Pantalica, e vi garantisco che la vostra visita a Siracusa cambierà completamente se dedicate una giornata a questo posto straordinario. Non è proprio dietro l’angolo – ci sono circa 40 chilometri da percorrere verso l’interno – ma il percorso ripaga ogni minuto di macchina.

La riserva si estende su circa 2.700 ettari di territorio selvaggio e incontaminato. Potete arrivarci dal borgo di Ferla, un paesino che sembra fermo nel tempo, dove le nonne ancora stendono il bucato dai balconi e i bambini giocano in piazza. Da lì, inizia il vostro cammino tra sentieri rocciosi che serpeggiarono tra pini, lecci e querce.

Il fiume Anapo scorre nel fondo del canyon, creando piccole piscine naturali perfette per rinfrescarsi nei mesi estivi. Lungo le pareti rocciose scoprirete migliaia di necropoli – ovvero tombe scavate nella roccia risalenti all’epoca sicula – come se fossero dei piccoli monolocali costruiti dalla storia stessa. È affascinante e leggermente inquietante allo stesso tempo.

Consiglio pratico: portate scarpe da trekking robuste, non ciabatte. L’acqua del fiume è invitante ma fredda anche in agosto. Se visitate in primavera, vi imbatterete in specie botaniche rare e in una varietà di uccelli che vi farà dimenticare di aver mai visto un’altra natura.

Marzamemi: il villaggio peschereccio dove il tempo si è fermato

Tornando verso la costa, dirigetevi a sud-est verso Marzamemi. Non ve lo aspettate, vero? Eppure questo piccolissimo porto siciliano è uno di quei luoghi che vi rimane impresso nella memoria molto più dei palazzi barocchi affollati di comitive.

Marzamemi è un paese di pescatori, o meglio lo era davvero fino a pochi decenni fa. Oggi conserva ancora l’atmosfera autentica di un villaggio marinaro, con le case colorate che si riflettono nell’acqua, le reti da pesca stese ad asciugare, e un’odore di mare e di tradizione che non avete fatto fatica a immaginare.

La grande piazza centrale è dominata da quella che una volta era una tonnara – la struttura dove venivano lavorati i tonni – trasformata oggi in museo dove potete scoprire come funzionava Pesca del tonno in Sicilia nei secoli passati. È un’esperienza che funziona come entrare in un dipinto, piuttosto che visitare un luogo turistico.

Qui non trovate affollamento, trovate autenticità. I ristoranti, pochi e scelti, servono il pesce che il mare ha regalato quella mattina stessa. Se potete, fermatevi a dormire nel piccolo albergo locale o, come consiglio io che amo la semplicità, chiedete una camera in una delle case private. Scambierete quattro chiacchiere con i proprietari, e vedrete subito come la Sicilia vera vive molto lontano dai circuiti commerciali.

Augusta: la fortezza sfuggita ai manuali di storia

A nord di Siracusa, appena 34 chilometri, trovate Augusta. Sì, la città che la maggior parte dei turisti ignora completamente. È una fortezza costiera voluta da Federico d’Aragona nel 1232, posizionata strategicamente per controllare il traffico marittimo e difendersi dagli attacchi dei pirati barbareschi.

Oggi Augusta rimane un gioiello di Architettura militare medioevale, con forti, mura cinquecentesche e una geometria urbana che è stata pianificata meticolosamente. La cattedrale, dedicata a Cristo Re, presenta un campanile di rara bellezza manierista. Non è affollata di turisti in selfie, vi assicuro.

Quello che rende Augusta affascinante è la sua contraddizione: da una parte rimane una città portuaria importante, dall’altra conserva un’anima contemplativa, quasi sonnacchiosa. Passeggiando sul lungomare potete scorgere il Castello Svevo-Aragonese e, se siete fortunati, catturare il tramonto che dipinge il cielo di arancio e rosa sopra le acque.

Il Parco Archeologico della Neapolis: quando la natura divora la storia

Tornando a Siracusa, il Parco Archeologico della Neapolis merita una visita più attenta di quanto il turismo di massa gli permette. Qui trovate il Teatro Greco, uno dei più grandi del mondo antico, e l’Anfiteatro Romano, ambedue immersi in una vegetazione che cresce selvaggia tra le pietre.

La cosa che vi sorprenderà è come la natura ha lentamente conquistato questi spazi. Le piante crescono sugli spalti, gli insetti canticchiano nelle crepe, le lucertole si scaldano al sole. Non è come visitare un museo sterile – è come entrare in un dialogo vivo tra il passato e il presente.

Visitate di prima mattina, quando il sole è ancora basso e la temperatura gradevole. Eviterete le ondate di turisti pomeridiani e avrete la possibilità di sedervi sugli antichi gradoni e riflettere su cosa significava assistere a uno spettacolo qui duemila anni fa.

Dove dormire e mangiare lontano dalla folla

Se proprio dovete restare in città, cercate camere nelle stradine laterali di Ortigia, non sulla piazza principale. Costano meno, sono più tranquille, e capirete davvero come vive la gente del posto.

Per mangiare, chiudete la guida turistica. Entrate nei piccoli locali dove vedete gli anziani che pranzano. Là vi daranno il meglio della cucina siracusana: pasta con le sardine, cavolfiore arrostito, e granita di mandorla al mattino che vale il viaggio da sola.

Siracusa vi aspetta nelle sue forme più nascoste e autentiche. Basta avere il coraggio di cercare oltre le mappe.

Raffaele Montanelli

Raffaele Montanelli ha girato l’Italia in camper per sei mesi, raccontando la vita on the road e scoprendo mete poco conosciute. Esperto di viaggi itineranti sostenibili, offre suggerimenti pratici su dove fermarsi, dormire e cosa non perdersi nelle piccole provincie.